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DINTORNI 2 - Luglio 2009

La sfida industriale va oltre il pomodoro



AL NASTRO DI PARTENZA FERRARA FOOD, NUOVA ATTIVITÀ INDUSTRIALE DEL TERRITORIO, FORTE DI UN MODERNO IMPIANTO PER LA LAVORAZIONE DEL POMODORO E, IN FUTURO, DI ALTRI PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI.

Incontro con l'Ing. Luca Bonomi Amministratore Delegato di Ferrara Food

di Silvia Felletti

Ubicato nella zona artigianale di Argenta, il nuovo impianto industriale per la lavo-razione del pomodoro occupa una estensione di 10 ettari di terreno fra aree coperte e scoperte.
Abbiamo incontrato l'Amministra-tore Delegato di Ferrara Food, Ing. Luca Bonomi che, con grande disponibilità ed entusiasmo si è prestato a raccontare questa sfida cominciata 6 mesi fa, quando è stata approvata la variante urbanistica che ha consentito l'insediamento del nuovo stabilimento. Da allora, senza tregua, si vedono dispiegati un gran numero di risorse, mezzi e personale al fine di rendere operativo l'impianto già per la campagna di raccolta pomodori 2009.
Ing. Bonomi, qual è il settore di attività di Ferrara Food?
«L'impianto, in questa prima fase, si occuperà solo della lavorazione e trasformazione primaria del pomo-doro, da ortaggio fresco a semilavo-rato: ovvero passata, polpa e concentrato prodotti in formati industriali, che saranno venduti alle grandi aziende alimentari italiane ed estere».
Come si articola l'impianto?
«È composto da 3 parti: la struttura principale per le linee produttive, che si sviluppa su un'area di 8.000 mq, la centrale termica, che ne occupa 1.000 e altrettanti l'edificio che ospita gli impianti di depurazione delle acque e potabilizzazione».
Prevede una crescita per la struttura?
«Assolutamente. Ora come ora l'impianto è sovradimensionato perché già predisposto con le linee produttive che saranno utilizzate, in prospettiva, per la lavorazione di prodotti di origine vegetale diversi dal pomodoro e addirittura della frutta».
Quali sono i punti di forza di questo insediamento produttivo?
«Abbiamo puntato fortemente sull'innovazione tecnologica per la realizzazione di un prodotto finito di alta qualità con un ciclo di vita a minor impatto ambientale possibile. La clientela è sempre più attenta ed esigente in termini di qualità, ma anche di rispetto per l'ambiente»».
Come si è ottenuta questa valutazione?
«Lo stabilimento è dotato di due impianti circolari di 44 metri di diametro ciascuno: una vasca per l'ossidazione che consente di separare le sostanze organiche inquinanti contenute nell'acqua, e la vasca di depurazione, dalla quale, per decantazione, si ottiene acqua altamente purificata».
Può anticiparci qualche numero della produzione 2009?
«Per questa stagione prevediamo l'impiego di 100.000 tonnellate di pomodoro fresco, per una media di 2.500 al giorno. Quasi tutta la materia prima proviene dai terreni vicini: il nostro impianto ha un raggio medio di approvvigionamento fra i più corti d'Italia».
Quanto personale sarà impiegato nell’impianto?
«Lavoreremo a ciclo continuo, per cui nel picco della produzione avremo circa 80 dipendenti stagionali, che lavoreranno su 3 turni, 24 ore al giorno, 7 giorni la settimana».
Perchè è stata scelta Argenta come luogo di insediamento?
«Oltre ad avervi trovato un lotto di terreno ideale per l'impianto, Ar-genta è in una posizione strategica rispetto alle aree di produzione del pomodoro e degli ortaggi ed è un territorio e vanta una grande professionalità agricola. Pur non conoscendo Argenta, sono contento di avervi trovato una popolazione così attiva e con tanta voglia di fare».
Come valuta la sua esperienza in questo progetto?
«Sono stati mesi massacranti ma densi di soddisfazioni e di matu-razione personale. Ho potuto contare sulla grande esperienza dell'Ing. Francesco Maini (l'altro A.D. della società, ndr), che ha dato un contributo determinante, e sulla collaborazione fattiva di un capace gruppo di ex-colleghi della Sfir e di tutte le imprese che hanno collaborato. È stato faticoso perché abbiamo dovuto muoverci su più fronti contemporane-amente: la costruzione dell'im-pianto, la definizione dei rapporti con le Organizzazioni Profes-sionali dell'agricoltura per chiudere i contratti di fornitura, l'organizzazione della logistica, ecc.»
Che valore avrà per Argenta questo insediamento?
«Prevediamo una ricaduta molto forte sul territorio, si pensi solo ai servizi collaterali e all'indotto (trasporti, logistica, manu-tenzione, forza lavoro), e, una volta a regime, ci sarà la possibilità di coinvolgere il tessuto economico argentano sotto molteplici aspetti».

UNA LAVORAZIONE CHE RISPETTA L’AMBIENTE

La lavorazione del pomodoro necessita di un grande quanti-tativo di acqua. Non potendone fare uso dalla falda, la struttura provvede a prelevarla dal canale Visella e a depurarla direttamente nelle proprie vasche; oltre alla depurazione è attivo un impo-nente impianto di potabi-lizzazione. Detto impianto  ha una capacità di 80 metri cubi d'acqua l'ora; per rendere la proporzione, corrisponde al 50% del fabbi-sogno orario dell'intero Comune di Argenta.
Dalla lavorazione dei pomodori si estrae anche l'acqua in essi contenuta pertanto lo stabi-limento è in grado di restituire al canale più acqua di quella prelevata, ovviamente depurata.
«Il nostro impegno per il rispetto ambientale riguarda anche il consumo di energia elettrica - spiega l’Ing. Bonomi - il capannone principale è dotato di un impianto fotovoltaico da 400 KW, che copre per intero il nostro fabbisogno annuo di energia, con un impatto di CO2 (anidride carbonica) sull'ambiente praticamente nullo».


 
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