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DINTORNI 2 - Luglio 2009

Per chi usa la campana



CONTINUA IL VIAGGIO DELLA NOSTRA MAESTRA ALLA SCOPERTA DEL CICLO DI RECUPERO DEI RIFIUTI: QUESTA VOLTA PROTAGONISTA È IL VETRO. VIENE RECUPERATO DALLE 250 CAMPANE PRESENTI NEL COMUNE DI ARGENTA, PASSA PER VOLTANA E ARRIVA FINO A VICENZA, DOVE VIENE TRASFORMATO PER LA PRODUZIONE DI BOTTIGLIE


di Lorenza Fioresi

Per scoprire dove e come viene recuperato il nostro vetro abbiamo percorso un po’ di strada, ma ne è valsa davvero la pena. Dalla campana verde che raccoglie vetro e lattine, il multimateriale viene portato alla AKRON di Voltana un centro di prima selezione. Il ferro estratto grazie ai magneti finisce in ferriera per diventare nuovo imballaggio, mentre l’alluminio, separato con correnti parassite, ritorna nella filiera delle auto.
Il vetro viene invece inviato allo stabilimento Ecoglass di Lonigo (VI).
Seguiamolo dunque nelle colline vicentine: in circa due ore raggiungiamo Lonigo. Ad accoglierci montagne di vetro frantumato luccicante, palazzi di bottiglie imballate e in fondo alla strada ecco Ecoglass, lo stabilimento che riceve il nostro vetro oltre a quello di Veneto, Emilia Romagna, Friuli, Marche, Abruzzo e Lombardia. Incontriamo Valter Vallani, che ci illustra, con un leggero accento veneto, il funzionamento dell’azienda di cui è il responsabile.
Sig. Vallani, ci può presentare Ecoglass?
Attiva da 15 anni, Ecoglass è parte del gruppo vetrario Saint-Gobain, una multinazionale francese che si occupa della produzione di bottiglie e di imballaggi in vetro. Ecoglass raccoglie il rottame di vetro e lo lavora trasformandolo in un materiale pronto forno: lo stabilimento attiguo di Saint-Gobain, lo fonde e lo modella per ottenere nuove bottiglie.
Cosa viene lavorato qui ad Ecoglass?
In questo stabilimento trattiamo annualmente 320 mila tonnellate di rottame di vetro, lavorate da 40 operatori 7 giorni su 7, 24 ore su 24, per 355 giorni l'anno. È proprio il vetro di riciclo che qui da noi viene considerato materia prima: si riutilizza infatti infinite volte.
Che percentuale di recupero ha il vetro?
Una volta selezionato e separato da ogni altro materiale “inquinante”, il vetro è recuperabile almeno al 90 %. Pensi che 9 bottiglie su 10 presenti nel mercato sono realizzate con vetro riciclato.
Quali sono i principali vantaggi di questo “infinito” recupero?
In termini di impatto ambientale i vantaggi sono davvero importanti. Si risparmia un’elevata quantità di materia prima e soprattutto si riduce il dispendio di energia: il vetro ottenuto da sabbie silicee e soda fonde a 1.650°; utilizzando invece il 90% di vetro da riciclo, la fusione si ottiene già a 1400°, risparmiando circa 15% di energia necessaria e diminuendo le emissioni di CO2 in atmosfera.
Il vetro che lavorate è tutto uguale?
Assolutamente no. Circa 100 camion al giorno scaricano vetri di bottiglie, contenitori, lastre per le finestre, parabrezza e non è materiale omogeneo. Il vetro piano, le lastre e il vetro dei parabrezza, vengono inviati ad altre sedi. Il nostro impianto, che andrete a visitare accompagnati dal responsabile Mauro Osti, tratta il vetro da imballaggio diviso in tre diverse pezzature per la fusione in forno: la migliore è quella media, mentre le parti più fini sono frantumate ed essiccate per ottenere la sabbia di vetro, che verrà utilizzata nei forni della vetreria. Il Sig. Osti, ci mostra una fine sabbia bianca: è incredibile che il vetro diventi così leggero e brillante.
E per il vetro restante come si realizza la selezione?
In tempi rapidissimi, circa 10 minuti, si compie l’intero ciclo dei pezzi più grandi: il materiale scorre su rulli magnetici che separano i residui di ferro mentre selezionatori ottici eliminano i corpi opachi (la ceramica, ndr.). Fondamentale il lavoro del nostro personale che controlla attentamente il materiale, perché in mezzo al vetro finisce di tutto, dalla plastica alla ceramica, dai rifiuti organici in decomposizione (dentro i contenitori che non vengono lavati prima di essere gettati) alla carta.
Sta dicendo che non siamo abbastanza bravi a differenziare il vetro?
Si può migliorare: la ceramica ci dà un bel tormento. Le tazzine, i piatti rotti non vanno assolutamente nelle campane, perché se un frammento di anche solo 1 mm di spessore finisce nel forno, provoca la possibile rottura della bottiglia, causando danni ingenti nella post produzione, cioè quando viene imbottigliata la birra.
Quindi niente ceramica nella campana verde…
Assolutamente no! Ma non è l'unico materiale che rovina il ciclo di recupero: le lampadine, i fari e le lampade a basso consumo energetico sono un altro problema, che ultimamente ci sta investendo perché contengono piombo, vietato negli imballaggi di prodotti alimentari! Inoltre sono composte da cementi e da metalli e non sono da sottovalutare i fili di tungsteno, all'interno, che non fondono.
Un problema non da poco.
E purtroppo a cui ancora non sappiamo dare una risposta, anche se ci stiamo lavorando. Ma è a monte che ci deve essere la conoscenza per una differenziazione corretta dei rifiuti; a mio parere, occorrono scelte comuni a livello nazionale. Il cittadino risponde nella misura in cui si metto-no strumenti a sua disposizione.




IL CICLO DEL RICICLO La storia infinita del vetro

Il vetro viene scaricato nel piazzale dello stabilimento. Si opera la prima separazione per trattenere il materiale adatto alla lavorazione.
Il vetro selezionato è avviato all’interno dello stabilimento attraverso dei rulli che hanno la funzione di separare i cocci di vetro in base alla granulometria, cioè in base alla grandezza.
Si ottengono tre flussi di materiale: fine, medio (la migliore è quella che va da 3 a 5 cm di grandezza) e grande. Durante la separazione, alcune macchine specializzate eliminano i cocci di ceramica e le parti metalliche attraverso rispettivamente un selezionatore ottico e un vortice magnetico.
Gli scarti vengono accumulati all’esterno trasportati da un sistema di rulli.
Il primo prodotto finito è il PRONTO FORNO, cioè il vetro che verrà fuso nell’impianto della Saint-Gobain e che verrà modellato in bottiglie per birra e vino.
Il secondo prodotto della lavorazione è invece la SABBIA DI VETRO che si ottiene dalla vagliatura e dalla frantumazione dei pezzi più fini di vetro. Servirà alla Saint-Gobain all’interno dei forni durante il processo di fusione.

 
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