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DINTORNI 2 - Luglio 2009

Intrecci d'amore tra le valli di Campotto




OLTRE GLI ARGINI DI CASSA CAMPOTTO, SI CELA UN PARADISO DI ACQUA, NINFEE, CANNETI E BOSCHI POPOLATI DA UNA STRAORDINARIA BIODIVERSITÀ ANIMALE E VEGETALE. NELLE NOSTRE VALLI LA NINFEA E IL MIGNATTINO PIOMBATO SI RITROVANO OGNI ESTATE PER CELEBRARE IL LORO AMORE.

di Monia Cattabriga e Francesca Gambetti - foto di Sergio Stignani

Le valli di Campotto e la Stazione del Parco del Delta del Po, sono in realtà ambienti artificiali, parte finale di un grande sistema di bonifica che raccoglie e scola le acque della pianura bolognese. Riconosciute zona umida di importanza internazionale dalla convenzione di Ramsar - il primo vero trattato intergovernativo riguardante la conservazione e la gestione degli ecosistemi naturali - le valli sono state realizzate negli anni venti del '900, e oggi costituiscono un museo all'aperto che ci consente di comprendere come questo territorio fosse in passato.
La peculiarità di Val Campotto è di avere ambienti caratterizzati da livelli diversi di acqua, che favoriscono la presenza di mol-teplici ecosistemi ricchissimi di specie animali e vegetali. Tra gli ambienti più suggestivi è da segnalare la presenza di una zona ad acqua profonda circa un metro e mezzo dove la vegetazione prevalente è costituita da idrofite, piante cioè che hanno fiori e foglie che galleggiano sull'acqua; le foglie, chiamate anche lamine, danno il nome a questo speciale ambiente: il lamineto.
La più rappresentativa specie vegetale di quest’area è la Ninfea bianca, un patrimonio ambientale di inestimabile valore essendo una specie spesso a rischio in diverse zone e molto sensibile alla presenza di inquinamento. Il più curioso degli abitanti del lamineto è il Mignattino piombato, una piccola sterna migratrice che dopo avere trascorso l'inverno nei quartieri di svern-amento del Nord Africa, a ridosso del Nilo, raggiunge le zone umide di acqua dolce europee per la nidificazione.
Ed è proprio nel territorio di Val Campotto che circa 250 coppie ogni anno tornano puntuali per nidificare, utilizzando lo splendido e utilissimo tappeto di ninfee di Cassa Campotto, sopra al quale nel periodo estivo è facile individuare decine di mignattini in volo.
Il Mignattino si riconosce per il piumaggio caratterizzato da un vistoso cappuccio nero, guance e gola bianchi, le parti inferiori grigio scuro, color piombo (da cui prende il nome), la coda leggermente biforcuta e il becco rosso, così come le zampe.
Per la nidificazione sceglie acque dolci interne, come piccoli corsi d'acqua, casse di espansione e risaie, prediligendo le zone artificiali legate all'attività umana. Il suo nido è una zattera galleggiante formata da raggruppamenti di vegetazione acquatica, che nella sua parte immersa si estende per quasi 70 cm, emergendo sull'acqua solo con una piccola coppa; per questo ha necessità di acque non troppo profonde, con  canneti e lamineti dai quali trarre anche il materiale per la costruzione del nido.
È evidente quindi l'importanza di questo ecosistema e come le specie presenti siano stretta-mente legate all'ambiente in cui si trovano: il Mignattino ha bisogno per la nidificazione di vegetazione galleggiante, così come le ninfee necessitano di acqua dolce non troppo profonda, con un basso livello di inquinamento.
Ad intromettersi in questo rap-porto è una specie alloctona, cioè non originaria dell'ambiente in cui si trova: la Nutria. Animale importato dal Sud America per la produzione di pellicce, una volta che la richiesta del prodotto è diminuita è stata liberata nel nostro ambiente, dove si è adattata e si riproduce in maniera esponenziale. Questi animali compromettono la presenza delle Ninfee, delle quali si cibano, condannando il Mignattino a perdere l'habitat ideale per la riproduzione.
Per questo motivo oggi sempre più pressante diventa la necessità di intervenire per contenere la presenza di specie alloctone e per proteggere e difendere habitat natu-rali sempre più rari e a rischio di estinzione, ma indispensabili per la sopravvivenza di moltissime specie.


La Ninfea Bianca Nymphaea alba

Classe Dicotyledones
Famiglia Nymphaeaceae
Genere Nymphaea
Caratteristiche pianta erbacea perenne, acquatica, dal grosso rizoma strisciante e radicante sul fondo.
Le foglie disposte a rosetta, natanti sulla superficie dell'acqua o appena sollevate, di forma rotondeggiante, profondamente cuoriformi alla base e rossicce nella pagina inferiore.
I fiori bianchi, natanti, grandi dai 10 ai 12 cm di diametro, formati da 4 sepali di colore verde sotto e bianchi sopra.
I frutti bacche che maturano sul fondo limoso.
Fioritura da aprile a settembre. La sopravvivenza della pianta è garantita anche dal rizoma in grado di superare l'inverno grazie alle riserve di amido.
Habitat predilige acque stagnanti o a lento corso con profondità dell'acqua da 1 a 3 m.
Curiosità specie protetta dalla Legge Regionale n.2 del 24 gennaio 1977.


Il Mignattino piombato Chlidonias hybridus

Ordine Caradriformi
Famiglia Sternidi
Caratteristiche raggiunge i 25-29 cm di lunghezza. È tutto grigio eccetto le guance e la parte inferiore del ventre bianchi, il cappuccio nero, le zampe e il becco rossi. In inverno il piumaggio assume una tonalità più chiara, ed il becco diventa nero.
Alimentazione si nutre di pesci e insetti acquatici che raccoglie in volo pescando sulla superficie dell'acqua, senza mai immergersi.
Habitat nidifica in zone umide d'acqua dolce, ricche di vegetazione galleggiante e bordate da canneti come valli da pesca, casse di espansione, bacini di decantazione di zuccherifici e cave. È strettamente legato alle attività umane: tutte le principali colonie si trovano in zone umide artificiali create a seguito della bonifica intensiva di aree paludose.
Riproduzione dopo la realizzazione del nido, in giugno avviene la  deposizione e la cova di 2 o 3 piccole uova, non più grandi di 4 cm. Entrambi i genitori partecipano sia alla cova dell’uovo che alla crescita del piccolo.

 
Distribuzione gas

Delibera ARG/com n. 146/11 e s.m.i.
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